Ci sono cammini e posti che non si dimenticano.

Sentieri che graffiano le gambe e accendono l’anima. Tappe che scavano dentro e ti restituiscono più vivo, più forte, più vero.

L’Alta Via del Lario appartiene decisamente a questa categoria.

È una traversata in quota di 3 giorni sulle montagne dell’Alto Lago di Como, lungo una linea selvaggia e poco frequentata che collega San Bartolomeo, sopra Garzeno, al Rifugio Menaggio e ai Monti di Breglia.

Nel nostro itinerario sono circa 54 chilometri e 4.600 metri di dislivello positivo, con altrettanta voglia di chiedersi, almeno una volta al giorno, chi ce l’abbia fatto fare.

Si cammina tra creste, valloni isolati, laghi alpini, pietraie, vecchi alpeggi e passi di confine, con continui affacci sul Lago di Como e sulle montagne tra Italia e Svizzera.

La prima parte è quella più severa. Tra il Ledù e la Schena di Mogn si incontrano anche brevi tratti attrezzati ed esposti, mentre l’ultima giornata diventa una lunghissima cavalcata lungo la dorsale tra Pizzo di Gino, Cima Pianchette e Monte Bregagno.

Non è un trekking per chi cerca una passeggiata panoramica di tre giorni.

L’Alta Via del Lario è classificata EE – Escursionisti Esperti e richiede allenamento, abitudine a lunghe giornate in montagna, passo sicuro e capacità di muoversi su terreno roccioso ed esposto.

Se cerchi un’esperienza ancora più lunga e continua, abbiamo percorso anche l’Alta Via dell’Adamello in 7 giorni, un trekking d’alta quota tra rifugi, pietraie, passi e tratti attrezzati.

Si dorme in quota, si consuma fatica come pane quotidiano e ci si sveglia con le montagne davanti.

Non ti promettiamo che sarà facile.

Ti promettiamo che sarà memorabile.

Ci troviamo nelle Alpi Lepontine, a settentrione del Lago di Como, lungo la catena dei Muncech e sulla dorsale che separa il territorio lariano dal vicino Canton Grigioni.

È un ambiente poco frequentato e sorprendentemente selvaggio: severo e roccioso nella parte settentrionale, progressivamente più aperto e prealpino man mano che ci si sposta verso il Monte Bregagno e il centro lago.

Sviluppo:
54 km

Difficoltà:
Escursionisti Esperti

Durata:
3 giorni


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Partenza

SAN BARTOLOMEO

Arrivo

MONTI DI BREGLIA

Dislivello totale

4.600 MT.

Durata

3 GIORNI


Alta Via del Lario: le 3 tappe

L’itinerario attraversa integralmente l’Alta Via del Lario da nord a sud. Sono tre giornate impegnative e molto diverse tra loro: la prima decisamente alpina e tecnica, la seconda selvaggia e isolata, la terza lunghissima ma progressivamente più panoramica sul Lago di Como.


Giorno 1 – San Bartolomeo → Capanna Como

Circa 15 km – +1.800 m / −1.200 m

Si parte da San Bartolomeo, sopra Garzeno, entrando quasi subito nel carattere più selvaggio dell’Alta Via.

La salita porta verso il Sasso Bianco e il Sasso Canale, poi continua in ambiente sempre più roccioso verso il Passo Canale e il Pizzo di Ledù.

Qui si incontra uno dei passaggi più delicati dell’intero trekking: il tratto attrezzato del Ledù, con funi metalliche e alcuni passaggi su roccia.

Superato il Ledù si raggiungono il bivacco Petazzi e l’omonimo lago, quindi si continua in un lungo saliscendi attraverso un ambiente isolato, passando nei pressi del Lago di Cavrigh e della Bocchetta di San Pio.

La giornata si conclude scendendo verso il Lago Darengo e la Capanna Como, a 1.791 metri.

È probabilmente la tappa più tecnica e selettiva dell’Alta Via.


Giorno 2 – Capanna Como → Rifugio San Jorio

Circa 15 km – +1.500 m / −1.300 m

Dalla Capanna Como si risale verso il Passo dell’Orso e si entra nella Val Mugiam.

La traversata continua tra vecchi alpeggi, pietraie e valloni fino alla Schena di Mogn, contrafforte del Mater de Paia.

Anche qui si incontra un breve tratto attrezzato, con passaggi esposti che richiedono attenzione e passo sicuro.

Superato questo settore, l’itinerario prosegue verso il Passo di Camedo e attraversa per un tratto il territorio svizzero, passando nei pressi dei Laghetti di Roggio.

Dalla Bocchetta di Stazzona si torna sul versante italiano e si raggiungono il Passo e il Rifugio San Jorio.

Una tappa lunga, isolata e con pochissimi punti in cui è possibile “staccare la spina”. Qui bisogna semplicemente continuare a camminare.


Giorno 3 – Rifugio San Jorio → Rifugio Menaggio → Monti di Breglia

Circa 24 km – +1.300 m / −2.200 m

L’ultima giornata è la più lunga, ma progressivamente meno tecnica.

Dal San Jorio si percorre la testata della Valle Albano e si raggiunge il Rifugio Sommafiume. Da qui comincia una lunghissima traversata lungo la dorsale dell’Alto Lario.

Si passa sotto il Pizzo di Gino, si aggira la Cima Pianchette e si continua attraverso una successione quasi infinita di bocchette e crinali.

Con il passare delle ore il paesaggio cambia. Le montagne severe dei primi due giorni lasciano progressivamente spazio ai grandi panorami sul Lago di Como.

Dopo il Monte Bregagno si raggiunge Sant’Amate e infine il Rifugio Menaggio.

Da qui resta ancora la discesa verso i Monti di Breglia.

Ventiquattro chilometri dopo la partenza, probabilmente non avremo più moltissime cose intelligenti da dire. Ma avremo attraversato l’Alta Via del Lario.


Informazioni tecniche

  • Durata: 3 giorni
  • Sviluppo totale: circa 54 km
  • Dislivello positivo complessivo: circa 4.600 m
  • Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
  • Partenza: San Bartolomeo, sopra Garzeno (CO)
  • Arrivo: Rifugio Menaggio / Monti di Breglia
  • Tipologia: traversata lineare
  • Pernottamenti: Capanna Como e Rifugio San Jorio

⚠️ Difficoltà dell’Alta Via del Lario

La classificazione EE non dipende soltanto dal dislivello. L’itinerario attraversa terreno isolato, pietraie, roccette e tratti esposti e comprende due settori attrezzati: quello del Ledù e quello della Schena di Mogn, sul Mater de Paia.

In questi punti si incontrano funi metalliche e brevi passaggi su roccia. Non sono semplici sentieri attrezzati “decorativi”: servono passo sicuro, esperienza e assenza di problemi con l’esposizione.

Il vero impegno dell’Alta Via nasce però dalla somma di tutto: tre giornate consecutive, dislivelli importanti, lunghi tratti senza vie di fuga comode e parecchie ore di cammino ogni giorno.

🎒 Attrezzatura

Scarponi adeguati, zaino da trekking, bastoncini, guscio impermeabile, abbigliamento caldo, lampada frontale e tutto il necessario per una traversata di più giorni.

L’eventuale materiale specifico per affrontare i tratti attrezzati va valutato in base all’esperienza personale, alle condizioni del percorso e alle indicazioni aggiornate prima della partenza.

In una traversata di questo tipo non si improvvisa né l’attrezzatura né la preparazione.


Pernottamenti e punti di appoggio

  • Bivacco Petazzi Ledù: lungo la prima tappa, non gestito
  • Capanna Como: pernottamento al termine della prima tappa
  • Rifugio San Jorio: pernottamento al termine della seconda tappa
  • Rifugio Sommafiume: punto di appoggio lungo la terza tappa
  • Rifugio Menaggio: punto di arrivo dell’Alta Via prima della discesa a Breglia

Alcune strutture lungo l’Alta Via sono autogestite o hanno aperture stagionali. Prima di partire bisogna quindi verificare direttamente modalità di accesso, eventuale necessità delle chiavi, disponibilità e periodi di apertura.


Mappa e tracce GPX dell’Alta Via del Lario

Per un trekking di questo tipo la traccia non è un optional. Segnaletica e bolli sono presenti lungo l’Alta Via, ma in diversi settori l’ambiente è isolato e la navigazione deve essere preparata prima della partenza.

Il portale turistico ufficiale dell’Alto Lago di Como mette a disposizione mappa dell’intero percorso, profili altimetrici e tracce GPX delle tre tappe.

Consulta mappa, profili e tracce GPX dell’Alta Via del Lario


Quando percorrere l’Alta Via del Lario

L’Alta Via si svolge spesso oltre i 2.000 metri e attraversa settori rocciosi ed esposti. Neve residua, ghiaccio, temporali e terreno bagnato possono cambiare molto la difficoltà dei passaggi attrezzati.

Il periodo va quindi scelto valutando condizioni reali del percorso, meteo e apertura dei punti di appoggio, evitando di affidarsi soltanto al calendario.


Ecco cosa vedremo...


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