Sette giorni.
Sei notti in rifugio.
Pietraie, massi, valloni, passi, bocchette, cenge, laghi e sentieri che a volte sembrano non voler concedere nemmeno un metro facile.
Ad agosto 2026 abbiamo percorso per la prima volta l’Alta Via dell’Adamello.
È stata bellissima.
Ed è stata dura.
In alcuni passaggi anche sfiancante.
La variante descritta in questa pagina parte da Bazena e attraversa per sette giorni il cuore del massiccio, dormendo ogni sera in un rifugio diverso fino al settore del Garibaldi e dell’Aviolo.
Per una traversata più breve ma comunque impegnativa, abbiamo raccontato anche l’Alta Via del Lario in 3 tappe, 54 chilometri sulle montagne dell’Alto Lago di Como tra creste, valloni isolati e tratti attrezzati.
Nel complesso sono circa 75-80 km e oltre 5.000 metri di dislivello positivo.
Ma questa volta i numeri raccontano soltanto una parte della storia.
Alta Via dell’Adamello e Sentiero 601
Quello che per decenni è stato conosciuto come Sentiero n.1 dell’Adamello è oggi identificato ufficialmente come Sentiero n.601.
Il tracciato completo attraversa il Parco regionale dell’Adamello da Breno a Edolo per circa 85 km, rimanendo per buona parte tra i 2.000 e i 3.000 metri di quota.
La nuova guida ufficiale del Parco propone il percorso completo in dieci tappe. Il nostro itinerario è invece una variante più compatta di sette giorni: entra sull’Alta Via direttamente a Bazena e ne percorre il settore centrale e settentrionale.
Questa distinzione è importante: se trovate online chilometraggi, numero di tappe o dislivelli diversi dai nostri, non significa necessariamente che qualcuno abbia sbagliato i conti.
Probabilmente sta percorrendo una versione diversa dello stesso grande itinerario.
Che tipo di trekking è?
Non è un percorso alpinistico, ma neppure una normale camminata di più giorni.
Si attraversano pietraie, morene, grandi blocchi, pendii ripidi, lunghi traversi e alcuni tratti esposti o attrezzati con catene e corde.
Il terreno richiede attenzione quasi continua.
E dopo qualche giorno cominci a capire che la vera difficoltà non è superare il singolo passaggio.
È farlo con quattro o cinque giornate già nelle gambe.
Rifugi di Lombardia classifica infatti il trekking complessivamente per Escursionisti Esperti, segnalando tratti esposti attrezzati e non attrezzati e la possibilità che neve o maltempo ne aumentino sensibilmente la difficoltà.
La difficoltà dell’Alta Via dell’Adamello
La nostra esperienza conferma pienamente quella classificazione.
Non servono competenze alpinistiche, ma servono allenamento, passo sicuro, abitudine al terreno EE e capacità di gestire la fatica per più giorni consecutivi.
Tra i passaggi più caratteristici ci sono la Bocchetta Brescia, raggiunta con un breve tratto attrezzato, il settore del Passo di Ignaga, i traversi verso il Passo Miller e soprattutto la giornata tra Tonolini e Garibaldi, con grandi massi, cenge, catene e gradini rocciosi.
Nulla che richieda di trasformarsi improvvisamente in Reinhold Messner.
Ma neppure il posto giusto per scoprire di non amare l’esposizione.
Sette giorni, sei rifugi
Una delle cose che cambia davvero il modo di vivere questo trekking è la continuità.
Ogni sera il rifugio diventa casa.
Tita Secchi, Maria e Franco, Città di Lissone, Prudenzini, Tonolini e Garibaldi.
La mattina si rimette tutto nello zaino e si riparte.
Durante la nostra traversata abbiamo avuto sole praticamente ogni giorno mentre camminavamo e temporali pomeridiani quando eravamo già al coperto.
Il terreno, invece, non ci ha fatto molti sconti: pietraie, sassi grandi e piccoli, salite e discese continue, passi e bocchette.
Ed è proprio questa ripetizione quotidiana a trasformare sette escursioni consecutive in una vera Alta Via.
Adamello, ghiacciai e Guerra Bianca
Il paesaggio è severo.
Granito, valloni glaciali, laghi, grandi pareti e ciò che rimane dei ghiacciai dell’Adamello.
Vederli da vicino rende molto evidente quanto si siano ridotti.
Ma qui la montagna racconta anche un’altra storia.
Tra il 1915 e il 1918 queste quote furono teatro della Guerra Bianca. Lungo il percorso rimangono mulattiere militari, trincee, ricoveri, postazioni e altri segni del fronte. Il Parco considera proprio questa componente storica uno degli elementi fondamentali del Sentiero 601.
Sette giorni permettono di attraversare tutto questo abbastanza lentamente da accorgersene.
Ed è probabilmente il modo giusto di percorrere queste montagne.
La nostra traversata
Una traversata di 7 giorni e 6 notti in rifugio, da Bazena attraverso il cuore del Parco dell’Adamello, lungo il Sentiero 601 e le sue varianti fino al settore del Rifugio Garibaldi e dell’Aviolo.
Dislivello: | Sviluppo: | Difficoltà: |
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Partenza
BAZENA
Rifugi
6 RIFUGI
Dislivello
OLTRE 5.000 METRI
Durata
7 GIORNI
Alta Via dell’Adamello in 7 giorni: le nostre tappe
Un itinerario di 7 giorni lungo il Sentiero n.1 - Alta Via dell’Adamello, con sviluppo complessivo di circa 80 km e oltre 5.000 metri di dislivello positivo.
Un trekking in quota, continuo e progressivo, che attraversa ambienti selvaggi e poco antropizzati tra i 2.000 e i 2.800 metri.
📅 Giorno 1
📍 Bazena → Rifugio Tita Secchi
- Dislivello: +900 m / -200 m
- Distanza: ~10 km
- Difficoltà: E
Da Bazena si segue l’ex sentiero n.18 (oggi n.1), che percorre la Val Fredda lungo una mulattiera militare fino al passo omonimo.
Si prosegue poi in traverso sull’alta Val Cadino fino al Passo della Vacca e, su lastroni granitici, si raggiunge il rifugio Tita Secchi presso il Lago della Vacca.
📅 Giorno 2
📍 Rifugio Tita Secchi → Rifugio Maria e Franco
- Dislivello: +1.000 m / -900 m
- Distanza: ~12 km
- Difficoltà: EE
Dal rifugio si sale al Passo di Blumone, si scende nella Conca del Gellino e si risale al Passo Brescia.
Lunga tappa su terreno morenico e instabile, con un breve tratto attrezzato a catene per raggiungere la Bocchetta Brescia.
È una delle prime giornate in cui l’Adamello mostra davvero il proprio carattere: pietraie, terreno instabile e il breve tratto attrezzato verso la Bocchetta Brescia. Durante la nostra traversata abbiamo inserito anche la deviazione alla Cima Laione, a 2.740 metri.
📅 Giorno 3
📍 Rifugio Maria e Franco → Rifugio Città di Lissone
- Dislivello: +700 m / -1.000 m
- Distanza: ~11 km
- Difficoltà: EE
Dal rifugio si scende al Lago Dernal e si risale al Passo di Ignaga, raggiunto per sentiero in cresta.
Dal passo si percorre un sentiero di guerra esposto, attrezzato con corde fisse che scende per ripidi canaloni verso il rifugio.
È uno dei tratti più delicati ed emozionanti dell’intero trekking.
📅 Giorno 4
📍 Rifugio Città di Lissone → Rifugio Prudenzini
- Dislivello: +1.100 m / -1.200 m
- Distanza: ~13 km
- Difficoltà: EE
Si risale la Valle Adamé fino al Passo Poia.
Possibile presenza di nevai sia in salita che in discesa dal passo.
Tappa lunga e fisica, con ambiente molto isolato.
📅 Giorno 5
📍 Rifugio Prudenzini → Rifugio Tonolini
- Dislivello: +900 m / -300 m
- Distanza: ~10 km
- Difficoltà: E/EE
Dal rifugio si sale lungo i “coster” fino al Passo Miller, passando sul crinale sud di Cima Prudenzini.
Discesa ripida verso la Val Miller, poi lungo il Lago Baitone su sentiero a mezza costa.
Terreno vario con tratti esposti ma ben marcati.
📅 Giorno 6
📍 Rifugio Tonolini → Rifugio Garibaldi
- Dislivello: +600 m / -800 m
- Distanza: ~9 km
- Difficoltà: EE
Salita tra grandi massi fino al Passo Premessone, spartiacque tra Val Miller e Valle dell’Avio.
Traverso su cengia e discesa su gradini assistita da corde e catene fino al Lago del Pantano, poi risalita alle Bocchette del Pantano.
Tappa breve ma tecnica.
È una tappa relativamente breve sulla carta, ma i chilometri qui raccontano poco: grandi massi, traversi, cenge e passaggi attrezzati rendono la progressione lenta e richiedono attenzione continua.
📅 Giorno 7
📍 Rifugio Garibaldi → rientro
- Dislivello: +200 m / -1.400 m
- Distanza: ~12 km
- Difficoltà: E
Discesa verso il Lago Benedetto e salita al Passo delle Gole Larghe.
Salita non tecnica ma lunga e faticosa, da affrontare con calma.
Discesa finale verso la Conca dell’Aviolo e rientro a valle.
Totale trekking
- Lunghezza: ~75–80 km
- Dislivello positivo: ~5.000 m
- Dislivello negativo: ~5.800 m
- Durata: 7 giorni / 6 notti
A chi è adatta l’Alta Via dell’Adamello?
L’Alta Via dell’Adamello non è un trekking per chi vuole “provare a vedere come va”.
È un itinerario di più giorni in ambiente alpino, con 6 notti in rifugio, zaino sempre in spalla, tappe lunghe, terreno spesso irregolare e alcuni passaggi dove servono attenzione, passo sicuro e buona gestione della fatica.
È un’esperienza pensata per chi:
- ha già esperienza di trekking in montagna su itinerari di media e lunga durata
- è abituato a camminare per più giorni consecutivi
- sa affrontare dislivelli importanti con zaino carico
- si muove con sicurezza su sentieri rocciosi, morene, tratti esposti e brevi passaggi attrezzati
- cerca un trekking vero, essenziale, immerso nella natura, senza comfort inutili
Non è invece l’uscita giusta per chi:
- è alla prima esperienza di trekking di più giorni
- non ha allenamento sufficiente
- non ha mai camminato su terreno EE
- vive male la fatica prolungata, la quota o la logica del rifugio
Non serve essere alpinisti.
Ma serve essere camminatori solidi, con gambe allenate, testa presente e spirito di adattamento.
Per affrontare bene questa alta via consigliamo di arrivare alla partenza con una preparazione concreta, fatta di:
- escursioni abituali in montagna
- giri da almeno 1.000/1.200 metri di dislivello
- buona resistenza su tappe da 6/7 ore
- abitudine a portare uno zaino da trekking per molte ore consecutive
Questa non è una vacanza comoda.
È una settimana di montagna vera, da vivere con rispetto, energia e voglia di mettersi in gioco.
Ed è proprio questo il suo bello.
Non serve essere alpinisti.
Serve essere camminatori solidi.
E, possibilmente, avere già scoperto prima della partenza che sette giorni di montagna non equivalgono a sette escursioni domenicali messe una accanto all'altra.
Sentiero 601: percorso ufficiale, mappe e informazioni
L’itinerario completo ufficiale collega Breno ed Edolo per circa 85 km.
Dal 2025 il Parco dell’Adamello utilizza la numerazione 601 al posto dello storico Sentiero n.1 e ha pubblicato una nuova guida aggiornata dedicata all’intero percorso.
La suddivisione ufficiale non coincide necessariamente con quella descritta in questa pagina: la nostra traversata parte infatti direttamente da Bazena e concentra il percorso in sette giornate.
Consulta l’Alta Via sul sito ufficiale del Parco dell’Adamello
Prima di partire è fondamentale chiedere ai rifugi informazioni aggiornate sulle condizioni dei passi e dei tratti attrezzati. È una raccomandazione esplicitamente riportata anche dal Parco.
I rifugi della nostra Alta Via
La variante in sette giorni prevede sei pernottamenti:
- Rifugio Tita Secchi – Lago della Vacca, 2.367 m;
- Rifugio Maria e Franco – Passo Dernal, 2.574 m;
- Rifugio Città di Lissone – Valle Adamé, circa 2.020 m;
- Rifugio Prudenzini – Val Salarno, circa 2.235 m;
- Rifugio Tonolini – Lago Rotondo, circa 2.450 m;
- Rifugio Garibaldi – Lago Venerocolo, circa 2.548 m.
Aperture, servizi e disponibilità cambiano durante la stagione. Su un trekking di questo tipo i rifugi non sono soltanto posti dove dormire: sono anche la fonte più utile per conoscere le condizioni aggiornate del tratto che si affronterà il giorno successivo.
Cosa portare per una settimana sull’Adamello
Sette giorni impongono una regola abbastanza semplice: portare tutto ciò che serve e quasi niente di ciò che non serve.
- scarponi adatti a terreno roccioso e irregolare;
- zaino da trekking per più giorni;
- abbigliamento tecnico a strati;
- guscio impermeabile e antivento;
- strato termico;
- bastoncini;
- lampada frontale;
- sacco lenzuolo;
- protezione solare e occhiali;
- acqua e snack personali;
- farmacia personale e piccolo kit di primo soccorso.
Eventuale attrezzatura aggiuntiva per neve o tratti attrezzati deve essere valutata sulla base delle condizioni effettive dell’itinerario e delle indicazioni aggiornate dei rifugi.
Il peso dello zaino conta.
Dopo il primo giorno conta parecchio.
Informazioni generali
- Dove saremo
Parco regionale dell’Adamello – Valle Camonica
- Punto di partenza
Bazena – Breno (BS)
- Quota di partenza
circa 1.800 m
- Sviluppo della nostra variante
circa 75-80 km
- Dislivello positivo
oltre 5.000 m
- Durata
7 giorni / 6 notti
- Difficoltà
EE – Escursionisti Esperti
- Tipologia
Trekking itinerante d’alta quota
- Pernottamenti
6 rifugi






















