Spesso ci chiedete: “secondo te ce la posso fare?”

Ce la potete fare. Basta averne voglia. Basta non fare il passo più lungo della gamba, basta non esagerare, basta saper riconoscere i propri limiti. Ed avere voglia di spingerli un po’ più in là, ogni volta di più.

Ogni chilometro è fatto da tanti piccoli metri, ogni vita è fatta di tanti attimi, ogni vittoria è fatta di tante fatiche. Tra il non far niente e scalare l’Everest ci sono tanti passi, tanto sudore, tante cime conquistate e tante rinunce.

Scegliete. Misurate. Prendete la rincorsa, una respiro profondo, e buttatevi.

Chi fa 500 metri di dislivello ne può fare anche 600, chi ne fa 800 può farne 1.000, chi ne fa 1.000 può decidere se fermarsi o andare avanti. Aspettate lo stimolo giusto, sentite cosa ha da dirvi la pancia, tastatevi i muscoli delle gambe e posatevi una mano sul cuore. Sappiate riconoscere il battito giusto, quello che dà inizio al tutto, quello che non lo fermi più, una volta battuto.

Non chiedeteci se ce la potete fare. Chiedetevi se lo volete.

Noi saremo al vostro fianco, suderemo insieme, riposeremo insieme. Mangeremo insieme frutta secca e barrette proteiche, berremo un goccio d’acqua con voi. E poi ci rimetteremo in cammino.

Partiremo insieme ed insieme arriveremo, a quella cima e a quella croce che beffarda ci guarda da lontano e dai primi passi del mattino.

Il dislivello è una condizione mentale.

Partite. Lasciatevi andare.

Andiamo? Andiamo. Ce la vogliamo fare.

Salvataggio...