Perché lo facciamo, ci avete chiesto più volte.
Non per soldi, questo è certo. Non per fama, ce ne frega ben poco. Non per ambizioni personali, gloria, storia.
Perché lo facciamo, ci avete chiesto più volte.
Perché lo facciamo, ci siamo chiesti più volte.
Per una cosa, una parola, semplice, breve, così scontata che neanche ci si fa caso, finché non ci si fa caso seriamente.
Per la vita. VITA.
Quella cosa che viviamo tutti i giorni, davanti ad un pc, seduti ad una scrivania, con in mano un attrezzo, uno strumento, un telefono, un telecomando. Con un divano sotto al culo, un’autovettura, un mezzo pubblico. Con un bambino in braccio, un cane al guinzaglio, un gatto sulle gambe, un film alla tv, una musica che arriva dalla radio.
Quella cosa che viviamo tutti i giorni chiamata vita, che diventa VITA quando sotto i piedi non c’è più asfalto ma terra e rocce, fili d’erba o fiori al sole, neve sotto e sole sopra, polvere sulla punta delle scarpe, parole sulla punta della lingua, pensieri sulla punta delle sinapsi.
Quella cosa che viviamo tutti i giorni della settimana e che, camminando un giorno a settimana insieme ad altri, diventano VITE, mescolate da un frustino che si muove veloce dentro questa grande ciotola che è la terra, confini e bordi disegnati da un cuoco capriccioso che ha messo pizzi e merletti su escrescenze di terra e roccia a formare montagne che tanto vogliamo camminare.
Quella cosa che viviamo tutti i giorni della settimana in attesa di quel giorno del weekend quando sarà aria che respireremo, quell’aria un po’ più sottile che entra nei polmoni ed alimenta pensieri e voglia di andare, quell’aria di festa da giorno di Natale, quell’aria che tanto manca a casa, chiusi tra quattro mura che per qualcuno sono comfort zone e per qualcun altro recinto da cui scappare.
Perché lo facciamo, ci avete chiesto più volte.
Perché lo facciamo, ci siamo chiesti più volte.
Perché ci piace vivere, e ci piace vivere questi momenti con voi. Perché ci piace osservare come vivete certi momenti con noi, con voi, con l’altro che altro più non è, ma compagno di viaggio, foss’anche solo per un giorno della vita.
Perché ci piace guardare il mondo con lo stupore nei vostri occhi, e guardare un mondo sempre diverso a seconda degli occhi che lo guardano e dei sentimenti nascosti dietro le pupille. Perché ci piace guardare mani e piedi muoversi veloci o arrancando su dislivelli che, ora che ci sono in mezzo me lo chiedo, chi me l’ha fatto fare?
Non c’è scelta alla vita, bisogna viverla finché si riesce. Bisogna viverla dove si riesce. E se per un giorno a settimana ci è data la scelta di dove farlo, ecco, noi vogliamo viverla su una montagna. Alta o bassa, facile o difficile che sia raggiungerla.
Noi vogliamo il cielo sopra la testa e la terra sotto i piedi.
Noi vogliamo andare lì, dove l’aria e i pensieri sono puliti.
E vogliamo andarci con voi.
Perché lo facciamo, ci avete chiesto più volte.
Perché lo fate, vi chiediamo noi?