C’è una mano stretta dentro un’alta mano, due mani intrecciate in un intreccio di sudore e polvere raccolta su rocce che chissà da quanto se ne stanno lì a farsi calpestare senza un lamento. C’è che se cadevi tu cadevo anche io, non avrei avuto abbastanza forza per tenerti, ma questo tu in quel momento non l’hai pensato ed io l’ho tenuto per me, perché se c’è questo c’era anche la forza di tanti occhi che ti guardavano venire giù un po’ tremolante ma più convinta e decisa un passo dopo l’altro, man mano che si allontanava il cielo e si riavvicinava la terra. Ma fa niente, dal basso siamo saliti, dall’alto siamo scesi, piccole vittorie, esperienze da cucirsi addosso come trofei, momenti da raccontare a chi avrà voglia di ascoltare.
Fa niente.
Fa niente se le Espressioni scolpite nel legno non le abbiamo quasi neanche guardate, troppo impegnati ad osservare le espressioni dei compagni di questo viaggio durato un giorno intero. Dentro qualcuna di quelle espressioni c’eravamo anche noi, con le nostre storie, le nostre vite, intagli nella nostra corteccia e segni di punteruolo a segnare vie che sono sentieri.
Fa niente se hai dovuto aspettare mesi prima di tornare a sentirti viva, la forza te l’abbiamo data noi, ma la forza l’hai tirata fuori tu, dal tuo cuoricino acciaccato, dalla voglia di vivere un’altra giornata senza pensieri con amici che non vedevano l’ora di passare qualche momento insieme a te e al tuo sorriso.
Fa niente se quella donna per cui avevi perso la testa oggi non è con te, la vita intreccia sentieri come mani e nel mezzo c’è polvere e sudore, forse qualche goccia di sangue, ma le ferite si rimarginano in fretta se curate con la giusta cura.
Fa niente se guardare in basso ti fa paura, non siamo uccelli avvezzi al volo e al vuoto, ma con la mente sappiamo volare benissimo e altrettanto benissimo sappiamo come colmare il vuoto, solo ad aver voglia di provarci. Stare sul ciglio di uno strapiombo fa paura, ma starci insieme lo fa meno. Guardala in faccia, quella paura, vedrai che te ne farà meno. E se proprio continua a farti paura, allora cambia strada. Inutile continuare un sentiero che non porta da nessuna parte.
Fa niente se ogni tanto si sbaglia strada, l’importante è arrivare alla meta, in un modo o in un altro. Magari un po’ più stanchi, un po’ più acciaccati, i pantaloni un po’ più sporchi ma alla fine, lo vedi, un po’ più felici. Più sudi un sogno, più quel sogno sarà dolce all’avverarsi.
Fa niente se scopri che quella croce di vetta così desiderata, così lontana prima, così vicina adesso, è nient’altro che due pezzi di ferro imbullonati l’uno con l’altro. Fa niente perché sotto quella croce chissà quante foto sono state scattate, quante lacrime di fatica versate, quanti sogni e quanti pensieri nati così, al momento, in un film che scorre troppo veloce davanti agli occhi da non riuscire a leggere neanche i titoli di coda. Arriverà la replica, prima o poi.
Fa niente se per trovare nuovi amici hai dovuto affidarti al caso e ad alcuni perfetti sconosciuti. Da qualche parte bisogna pur ricominciare, da qualche parte bisogna pur guardare. Ad occhi chiusi si sogna benissimo, ma è più facile mettere un piede in fallo o non vedere un segno su una roccia o sbagliare strada. Bisogna aprirli, gli occhi, aprire il cuore, aprire la porta ad un quasi sconosciuto di cui però hai deciso di fidarti, per quella che sarà una sera soltanto o una vita intera.
Fa niente se questa giornata è finita. La Pelle l’hai riportata a casa, gli occhi li hai riempiti di Bellezza, i piedi di Strada, le mani di Terra, il cuore di Amici. Fa niente se questa giornata è finita, domani ne ricomincia un’altra, con o senza di te. Ma ti conviene esserci… credimi.
Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.
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