…e niente, ogni tanto con la montagna capita come in amore, finisce che un po’ ci devi litigare perché sia più bello dopo fare pace e tornare a stare bene insieme. C’è sempre quella storia di quel sentiero che pare abbozzato verso destra e invece bisognava andare a sinistra, che eri convinto di prendere la direzione giusta e invece la destinazione finale era dall’altra parte, che pensavi di farcela da solo e invece no, anche questa volta hai dovuto abbassare il capo, mettere da parte l’orgoglio e chiedere aiuto agli amici. In fondo è a quello che servono, no?
Pare tutto vada bene fin quando ti rendi conto che qualcosa non sta girando per il verso giusto, quella salita che pareva finita e invece dietro la curva continua ancora, quella cresta che sembrava raggiunta e invece c’è un’altra sella da scavallare, quel tratto di bosco che pare scenda dritto a valle e invece inanella tornanti dopo tornanti per allungare la strada ancora un po’.
Che poi non tutti i mali vengono per nuocere, quella strada che sembra non finire più sembra fatta apposta per allungare la gioia del cammino condiviso con i compagni di viaggio. Perché quando si sta bene insieme - è retorica pura, questa – vorresti che certi giorni non finissero più. Tranne per il fatto che quella giornata che si allunga manda a monte i programmi successivi e ti trovi a discutere, con quella montagna, cercando di farle capire che no, non può chiedere ancora un altro sforzo perché di benzina non ce n’è più, la notte è calata, le frontali accese e quel bosco così innocuo alla luce del sole sembra volerti inghiottire e confondere alla luce della luna. Che non arriva, in realtà. Le fronde degli alberi ad oscurare tutto, devi affidarti al senso dell’orientamento e a quelle luci lontane delle case del paesino dove devi arrivare, prima o poi.
E cammini e cammini, un passo dopo l’altro, le luci vanno e vengono nascoste dai tornanti che ora avvicinano ed ora allontanano la meta come un miraggio.
E’ in quei momenti che devi dare il fondo ai ricordi delle giornate appena passate, i sorrisi e le risate, il cibo, il sole che scalda, il rifugio amico che dalla porta ti tende la mano, la tavola imbandita, pranzare seduti fuori come fosse primavera, una passeggiata digestiva nei dintorni, non avere l’ansia di tornare a casa, almeno stasera. Le ombre che si allungano, le cime dei monti che si colorano di rosso al tramonto, il bosco che trattiene il respiro per lasciare ad altri la possibilità di parlarsi.
La stufa accesa e il fuoco che scoppietta, i piedi allungati sugli sgabelli a scaldarsi, la pancia che brontola e la polenta che fuma nel piatto, il vino e la grappa, le emozioni della giornata, il sacco a pelo e le camere gelide che aspettano per il meritato riposo. La notte di luna piena, i raggi che entrano dalla finestra, scalpiccio di animali, i rumori della notte all’ombra del Resegone, lingue di neve che diventa ghiaccio che brillano come diamanti alla luce della luna.
La sveglia, lavarsi con l’acqua ghiacciata, la colazione con il panettone e il caffè, rivestirsi, piegare il sacco a pelo, rifare lo zaino, rimettersi gli scarponi, salutare chi rimane e chi prende un’altra strada, riprendere il cammino. E ancora monti e passi, boschi e rocce e borghi abbandonati e foto e chiacchiere di amici un po’ più amici dopo due giorni sotto lo stesso tetto e sullo stesso cammino.
Il pranzo che a saperlo mangiavi meno, la discesa in paese che illude di semplicità e poi di nuovo la salita in un altro bosco, quella salita che ti inizia a far discutere con la montagna e quel sentiero che si perde via e diventa traccia e devi indovinarla tra le foglie e l’imbrunire e quelle luci lontane del paese che si avvicinano lentamente. Troppo lentamente.
Ci arriverai, alla fine. Stanco. Stravolto. Assetato. Forse anche un po’ incazzato. Ma ci arrivi. Lasciatele alle spalle, le cose negative. Non vale la pena aver faticato così tanto per essere felice e farsi rovinare la felicità da queste piccole cose. Siamo arrivati. Abbiamo chiuso l’anello. Ci siamo abbracciati, congratulati, dati pacche sulle spalle. Siamo stati bene insieme. Siamo stati davvero bene insieme.
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