Il Monte Cevedale raggiunge i 3.769 metri nel cuore del gruppo Ortles-Cevedale e del Parco Nazionale dello Stelvio. La salita dalla Val Cedec è un itinerario di alta montagna che parte dalla zona dei Forni, raggiunge il Rifugio Pizzini e prosegue verso il Rifugio Casati prima di affrontare il ghiacciaio e la parte finale verso la vetta.

Non è un trekking in quota e non è una salita da improvvisare. È un percorso alpinistico su ghiacciaio, normalmente affrontato in due giorni, che richiede preparazione, attrezzatura adeguata ed esperienza nella progressione in cordata.

Qui comincia l’alta montagna.
Ramponi ai piedi, imbrago indossato e rispetto per l’ambiente che si attraversa.


La via normale al Monte Cevedale

Il primo giorno si risale la Val Cedec fino al Rifugio Pizzini, a 2.706 metri. È la parte più tranquilla del percorso: si guadagna quota gradualmente e si entra passo dopo passo in un ambiente sempre più ampio, severo e silenzioso.

La giornata di vetta comincia prima dell’alba. Dal Rifugio Pizzini si sale verso il Rifugio Casati e da qui si prosegue sul ghiacciaio, legati in cordata, in direzione del Monte Cevedale.

La parte finale può cambiare sensibilmente secondo l’innevamento, le condizioni del ghiacciaio e l’apertura dei crepacci. Tracce e passaggi utilizzati in una stagione possono non essere sicuri in quella successiva: condizioni, meteo e percorribilità devono sempre essere verificati prima della partenza.


Una salita alpinistica, non un semplice trekking

Il Cevedale viene spesso indicato come una cima adatta a chi vuole avvicinarsi all’alpinismo su ghiacciaio. Questo non significa che sia una montagna facile o priva di rischi.

L’itinerario presenta neve, ghiaccio, crepacci e lunghi tratti ad alta quota. Sono necessari ramponi da alpinismo, piccozza, imbrago, casco e attrezzatura per la progressione in cordata. Occorre inoltre saperli utilizzare correttamente.

Chi non possiede esperienza specifica dovrebbe affrontare la salita con una Guida Alpina. La difficoltà alpinistica indicativa della via è F+, ma questa sigla non racconta da sola la lunghezza della giornata, la quota, la fatica e le condizioni che si possono incontrare.


Il Cevedale secondo noi

Il Monte Cevedale non è una vetta da collezionare.

È un’esperienza di alta montagna vera, da vivere con il tempo giusto, da condividere con le persone giuste e da affrontare con l’atteggiamento giusto.

Qui contano il ritmo del gruppo, la capacità di stare legati alla stessa corda e la fiducia reciproca. Si sale insieme e si scende insieme, perché in alta quota, per noi della Compagnia, la vetta non è mai soltanto individuale.

Il Cevedale è una montagna ideale per chi vuole fare un passo in più.

Non estrema, ma esigente.

E come sempre, l’ultima parola spetta alla montagna.

Quota massima:
3.769 mt

Difficoltà:
F+

Durata:
2 giorni


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Quota Massima

3.769 MT

Sviluppo

23 KM

Dislivello

1.560 MT.

Durata

2 GIORNI


Scheda tecnica

  • Partenza: zona dei Forni, Santa Caterina Valfurva
  • Quota di partenza: circa 2.170 m
  • Quota massima: 3.769 m
  • Sviluppo complessivo: circa 23 km
  • Dislivello positivo: circa 1.560 m
  • Durata: 2 giorni
  • Difficoltà: E fino al Rifugio Pizzini; F+ nella parte alpinistica
  • Tipologia: andata e ritorno, con pernottamento in rifugio
  • Punti principali: Val Cedec, Rifugio Pizzini, Rifugio Casati, ghiacciaio e vetta del Monte Cevedale
  • Ambiente: alta montagna e ghiacciaio

I valori sono indicativi e si riferiscono all’itinerario affrontato in due giorni con partenza e rientro nella zona dei Forni. Distanza, dislivello effettivo e tracciato sul ghiacciaio possono variare secondo il punto di partenza, le condizioni e la linea seguita.


Il percorso in due giorni

Primo giorno: dai Forni al Rifugio Pizzini

La salita comincia nella zona dei Forni e segue la Val Cedec fino al Rifugio Pizzini. Il percorso si sviluppa inizialmente in ambiente escursionistico, lungo una valle dominata dal Gran Zebrù, dal Cevedale e dalle altre cime del gruppo.

Questa prima giornata permette di raggiungere gradualmente i 2.706 metri del rifugio, riposare e prepararsi alla partenza anticipata del giorno successivo.

  • Sviluppo: circa 5 km
  • Dislivello positivo: circa 500 m
  • Difficoltà: E – Escursionistico

Secondo giorno: dal Rifugio Pizzini al Monte Cevedale

La giornata di vetta inizia prima dell’alba. Dal Rifugio Pizzini si sale verso il Rifugio Casati e si raggiunge il punto in cui comincia la progressione su ghiacciaio.

Da qui non si cammina più come su un normale sentiero. Si procede legati in cordata, seguendo una linea che deve essere valutata in base alle condizioni del ghiacciaio, alla neve e alla presenza di crepacci.

Superata la parte glaciale, il percorso raggiunge la cresta finale e la cima del Monte Cevedale, a 3.769 metri. La discesa avviene lungo lo stesso itinerario, passando nuovamente dai rifugi Casati e Pizzini prima del rientro ai Forni.

È una giornata lunga, durante la quale quota, concentrazione e fatica contano almeno quanto la difficoltà tecnica.

  • Dislivello positivo: circa 1.060 m
  • Difficoltà alpinistica: F+
  • Rientro: lungo lo stesso itinerario fino ai Forni

Attrezzatura per la salita

La via normale del Cevedale attraversa un ghiacciaio. L’attrezzatura alpinistica non è quindi un accessorio e non può essere sostituita dai normali ramponcini da escursionismo.

Attrezzatura tecnica

  • scarponi da alpinismo compatibili con i ramponi;
  • ramponi da alpinismo;
  • piccozza classica;
  • imbrago;
  • casco;
  • corda e materiale tecnico per la progressione in cordata;
  • lampada frontale con batteria carica;
  • occhiali da sole adatti all’alta montagna e al ghiacciaio.

Abbigliamento

  • abbigliamento tecnico a strati;
  • giacca impermeabile e antivento;
  • strato termico e capo isolante;
  • guanti leggeri e guanti pesanti;
  • cappello e scaldacollo;
  • calze e pantaloni adatti all’alta montagna;
  • ricambio asciutto da lasciare nello zaino.

L’elenco deve essere adattato alla stagione e alle condizioni previste. Una Guida Alpina può richiedere materiale aggiuntivo o escludere attrezzatura non ritenuta idonea.


Domande frequenti sul Monte Cevedale

Quanto è alto il Monte Cevedale?

Il Monte Cevedale raggiunge i 3.769 metri. È una delle cime principali del gruppo Ortles-Cevedale e si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio.

Da dove parte la salita al Monte Cevedale?

L’itinerario descritto parte dalla zona dei Forni, sopra Santa Caterina Valfurva, e risale la Val Cedec passando dal Rifugio Pizzini e dal Rifugio Casati.

La via normale del Cevedale è un trekking?

No. La parte iniziale fino al Rifugio Pizzini è escursionistica, ma la salita alla vetta attraversa un ghiacciaio e richiede progressione in cordata, ramponi, piccozza, imbrago e competenze alpinistiche.

Qual è la difficoltà della salita?

La difficoltà alpinistica indicativa è F+. La valutazione non tiene però conto da sola della lunghezza della giornata, dell’altitudine e delle condizioni variabili del ghiacciaio.

È necessario affidarsi a una Guida Alpina?

Chi non possiede esperienza nella progressione su ghiacciaio, nell’uso dell’attrezzatura e nelle manovre di cordata dovrebbe affrontare la salita con una Guida Alpina.

Quanto dura la salita al Monte Cevedale?

L’itinerario viene normalmente suddiviso in due giorni, pernottando al Rifugio Pizzini. Il secondo giorno comprende la salita alla vetta e il lungo rientro fino ai Forni.

Qual è il periodo migliore?

La salita viene generalmente affrontata durante la stagione alpinistica estiva, ma non esiste un periodo automaticamente sicuro. Innevamento, temperature, apertura dei crepacci e condizioni del ghiacciaio devono essere verificati ogni volta.


Ecco cosa vedremo...


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