Due giorni di montagna vera

Ci sono escursioni che restano gite, belle ma finite nel momento in cui si scende a valle. E poi ci sono esperienze che restano incise, che ci accompagnano a lungo perché hanno un sapore diverso: il silenzio delle notti in quota, la semplicità di un pasto condiviso, il panorama che si apre all’improvviso dopo la fatica della salita.

Quella al Bivacco Anghileri Rusconi, a 2.654 metri, appartiene alla seconda categoria.

Siamo in Valmalenco, sopra il Lago di Alpe Gera, in una zona decisamente meno frequentata rispetto ad altri angoli della valle. Si cammina tra pascoli, pietraie, piccoli laghi e un ambiente che, salendo, diventa sempre più alpino.

Il bivacco è una struttura spartana, in metallo, con brande e un piccolo tavolo. Niente comfort da rifugio: qui si viene per togliere il superfluo, vivere l’essenziale e godersi una notte in quota come si deve.

E se il cielo collabora, la sera ci pensa lui a fare il resto.

Un’altra esperienza di due giorni con pernottamento in bivacco l’abbiamo vissuta in Valle Spluga, salendo da Montespluga al Bivacco Suretta, tra pietraie, laghi alpini e un breve tratto attrezzato nel percorso del secondo giorno.


Come arrivare al Bivacco Anghileri Rusconi

Il percorso parte dal parcheggio sotto la diga di Alpe Gera, a circa 2.000 metri di quota.

Da qui si raggiunge il coronamento della diga e si segue il sentiero lungo il lago in direzione dell’Alpe Gembrè. Superato l’alpeggio, il percorso entra nella Val Confinale e diventa progressivamente più alpino, tra pendii erbosi, pietraie e tracce meno evidenti.

Il bivacco si trova poco sotto il Passo Confinale, a 2.654 metri. Il nostro percorso prevede circa 800 metri di dislivello positivo e indicativamente tre ore di cammino per raggiungerlo.

Fino al bivacco l’itinerario è escursionistico, ma siamo comunque in un ambiente isolato e di alta montagna: servono allenamento, equipaggiamento adeguato e condizioni meteo favorevoli.


Dal Bivacco alla Cima Fontana

Dal bivacco si può proseguire verso la Cima Fontana, che supera i 3.000 metri di quota.

Qui il carattere dell’escursione cambia. La traccia diventa meno evidente, il terreno è composto in buona parte da sfasciumi e pietraie e si incontra un breve tratto esposto su terreno roccioso.

Dal bivacco alla cima bisogna aggiungere circa 400 metri di dislivello positivo. È un itinerario per escursionisti esperti, che richiede passo sicuro e una certa abitudine a muoversi su terreno instabile.

Il premio è un panorama enorme sulla Valmalenco, sulle valli di Campo Moro e Poschiavo e sulle montagne del gruppo del Bernina.

Insomma: al bivacco ci si arriva per dormire. Alla Cima Fontana si sale perché, già che siamo arrivati fin quassù, sarebbe quasi scortese non andare a vedere cosa c’è più in alto.

Pernottamento:
bivacco

Difficoltà:
EE - Escursionisti Esperti

Durata:
2 giorni


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Partenza

DIGA DI ALPE GERA

Località

VALMALENCO (SO)

Dislivello totale

1.200 MT.

Durata

2 GIORNI


🧭 Info tecniche

  • Durata: 2 giorni
  • Dislivello positivo complessivo: circa 1.200 m
  • Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
  • Partenza: diga di Alpe Gera, Valmalenco (SO)
  • Quota bivacco: 2.654 m
  • Quota Cima Fontana: circa 3.070 m
  • Pernottamento: bivacco

🎒 Attrezzatura

Normale attrezzatura da trekking in alta montagna, con scarponi adeguati e bastoncini consigliati. Per il pernottamento al bivacco servono sacco a pelo, viveri e tutto il necessario per essere completamente autonomi.

⛰️ Difficoltà

La salita fino al bivacco si svolge su terreno escursionistico, ma in ambiente isolato e di alta montagna. Dal bivacco verso la Cima Fontana il percorso diventa più impegnativo: la traccia è meno evidente, si cammina su sfasciumi e terreno roccioso ed è presente un breve tratto esposto.

🏠 Il bivacco

La struttura è spartana e non gestita. Non è un rifugio e non offre servizi: chi decide di pernottare deve essere autonomo per cibo, acqua, pernottamento e gestione della notte in quota.

🛑 Nota bene

La Cima Fontana non è una semplice appendice alla salita al bivacco. Il terreno cambia e richiede esperienza, passo sicuro e condizioni meteo favorevoli. In presenza di neve, ghiaccio o roccia bagnata il breve passaggio esposto può diventare decisamente più delicato.


Ecco cosa vedremo...


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