Avremmo potuto scegliere altro.
In generale: nella vita, nello spazio, nel tempo. Avremmo davvero potuto scegliere altro, eppure non l’abbiamo fatto. Abbiamo scelto proprio quello che abbiamo fatto, che siamo stati e dove siamo stati.
Al brindisi della mezzanotte, su al Tavecchia, mi avete chiesto due parole (“Discorso! Discorso! Discorso!” urlavate, come se le mie parole potessero cambiare la serata o avere chissà che importanza), ed io, con la bocca invero un po’ impastata dall’alcool, le due parole ve le ho dette. E voglio ripeterle ancora perché, sebbene siano potute sembrare biascicate, erano sentite. E da quelle parole ne derivano, un po’ alla deriva, queste altre quattro.
Avremmo potuto scegliere altro, e invece abbiamo scelto questo. Un Capodanno in Compagnia, lontani dalle famiglie, dagli amici di sempre, dalla casa che fin troppo bene ormai conosciamo, dai soliti locali dove fino a qualche mese fa passavamo serate intere a bere, mangiare e scherzare.
Avremmo potuto scegliere di stare a casa, intimoriti da questo virus che troppi anni di vita ormai ci sta rubando e invece abbiamo scelto la Natura, quella con la N maiuscola, la Natura della Montagna, silenziosa fuori dal rifugio, quella natura che se ne frega di un altro anno che passa, che misura gli anni in secoli ed ere, e quello che per noi è un anno per altri organismi ed entità è solo un battito di ciglia, questo lo sappiamo bene. Eppure ci arrabattiamo, giriamo in tondo, corriamo, facciamo e disfiamo come se potessimo cambiare il corso della storia. E invece… magia! E’ vero! Possiamo cambiare le cose e il corso della storia, con le nostre scelte! Ve l’ho detto, avremmo potuto scegliere altro e invece abbiamo scelto questo. Due giorni diversi con amici diversi in un posto diverso. Diverso per qualcuno e un po’ più familiare per qualcun altro. E tutta questa diversità fa parte di quel processo di cambiamento, di quel prendere una strada nuova che non si conosce, quel sentiero solo un po’ segnato tra l’erba e le rocce che non si sa dove porta.
Avremmo potuto scegliere altro e invece abbiamo scelto questo. La Compagnia. Il Rifugio Tavecchia. La notte di Capodanno. Una “famiglia” nuova. Amici nuovi. L’abbiamo scelto con cognizione di causa, nessuno ci ha costretti, eravamo convinti e lo siamo ancor di più adesso che tutto è finito e si torna, pian piano, alla normalità dell’anno nuovo che ricomincia.
E’ adesso che “avremmo” diventa “potremo”: potremo scegliere altro. Come è stato per questa ultima notte dell’anno insieme, fidatevi del cuore e della pancia: loro sanno bene cosa scegliere. Noi, la Compagnia, una nuova famiglia, nuovi sentieri… nuova vita. Tutti insieme, se ne avrete voglia. Noi ne abbiamo tanta. E siamo solo all’inizio!
PS: per chi fosse più interessato ai dettagli tecnici dell’escursione, per chi è abituato a leggere racconti normali, per chi frequenta altri gruppi, questo è ciò che abbiamo fatto. Da Introbio siamo saliti al Tavecchia, abbiamo cenato e festeggiato Capodanno. L’indomani siamo andati fino al Lago di Sasso, sotto il Pizzo dei Tre Signori. Poi siamo tornati al Tavecchia, abbiamo pranzato e dopo pranzo siamo ritornati in paese. Da lì ognuno verso casa sua. Dislivello totale dei due giorni circa 1.300 metri. Durata due giorni. Fino al Tavecchia si arriva senza problemi, per il lago di Sasso consigliati i ramponcini. Per il Tre Signori ramponi e piccozze.
Ecco, se ve l’avessi raccontato così, avreste ancora voglia di uscire con noi, la prossima volta?
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