Trentadodiciduemilaventidue. Una giornata qualunque, in apparenza. O il giorno prima della festa, a guardarla da un’altra prospettiva. Ventitreetrentasette l’ora esatta, adesso. Ma sarà già mezzanotte passata quando chiuderò spegnerò computer e testa per ritrovarmi, in un soffio, nell’ultimo giorno dell’anno.
Quello dei conteggi, delle somme, delle differenze. Degli ammanchi e delle aggiunte all’ultimo momento per far quadrare i conti. Quello di uno sguardo al passato e un altro al futuro, il giorno di mezzo che ha gusto solo se sta in mezzo. Una sottile frontiera tra ciò che non è più e ciò che vorrei fosse. In mezzo ci sono io, e voi, e quest’avventura che per il secondo anno si avvia al termine.
Qualcosa dovevo dirvi, qualcosa volevo augurarvi, qualcosa volevo rivivere con voi in queste foto di gruppo raggruppate alla bell’e meglio a ricordare le mille fatiche e i milioni di passi e le centinaia di km che abbiamo camminato insieme. Ogni weekend una cima, ogni weekend una speranza, ogni weekend una fatica bestia per andare, o scappare, o entrambi, da chissà chi o chissà cosa.
C’è Einaudi in sottofondo, me l’hai fatto scoprire tu. C’è nebbia fuori, oggi non era bello e di sole non se n’è visto. Domani mi piacerebbe ci fosse sole, ma pare che di sole, domani, non ce ne sarà. Poco importa, ce lo portiamo dentro, noi. O almeno, ci si prova.
Ci sono cime e croci e bolli sulle rocce e chiesette e statuette di Madonne e Santi e Cristincroce sulle montagne di casa nostra e non solo, ché ogni tanto non è stato male sconfinare nell’altrove, uscire dalla zona di comfort dei soliti posti per scoprire che, lì fuori, può essere anche un bel mondo.
Ci sono le migliaia di sorrisi e abbracci e strette di mano e pacche sulla schiena che ci siamo dati giunti alla meta, di mezzo ci sono giorni senza montagne e senza cime e senza obiettivi da raggiungere, giorni trascorsi a valle, seduti sulla riva di un fiume ad aspettare qualcosa o qualcuno che prima o poi arriverà, basta saperlo riconoscere. Quel treno che passa una volta nella vita e se non passa amen, andremo a piedi.
Tanto questi piedi di strada ne hanno fatta e chissà quanta ne faranno ancora, strade dissestate che poi son sentieri, sentieri che a conoscerli bene e a saperli leggere sono come marciapiedi. Una volta mi dicesti che in montagna ci sto bene perché è libertà ma non sconfinata, è un mondo finito, non ha confini che per il cuore ma per il resto si sta come a casa. Vero, in montagna si sta bene, nel posto giusto, con le persone giuste, nel momento giusto. E se qualcuno di questi elementi non è giusto, lo si aggiusta lo stesso. Le aggiunte dell’ultimo momento, ricordi?
Un anno intero, bevuto d’un fiato e con talmente tanta sete che adesso rimane il mal di testa del dopo sbronza. Una stanchezza che nessuno me la toglie di dosso. Ma anche una voglia matta di ricominciare, di tornare ad inanellare anelli uno dopo l’altro, inventarsi qualcosa di diverso ogni volta o anche solo tornare lì dove il cuore ne ha lasciato un pezzo e tornarci con te, o con te, o con te o, perché no, tutti insieme.
Ho voglia di andare, e andare, e andare ancora. Buttare lo sguardo oltre quella catena di monti e vedere cosa c’è più in là, cosa c’è dietro, cosa c’è oltre. Non ho voglia di fermarmi, almeno non adesso. Non prima di aver toccato quell’ennesima croce, di aver sudato ancora un po’, di aver conosciuto ancora qualcuno che della sua vita abbia voglia di regalarne un pezzo e un pezzo di me abbia voglia di prenderlo e portarlo con sé.
E’ mezzanotteezerotre, in questo esatto momento.
Te l’avevo detto, che saremmo entrati insieme nell’ultimo giorno dell’anno.
Domani non ci sarò, il Capodanno in Compagnia aspetta di essere festeggiato. Ma sarò con la mente, e con il cuore, con ognuno di voi che ho avuto fortuna e piacere di conoscere, da qualche parte in mezzo ad un bosco o su una cima o seduti sulla riva di quel fiume ad aspettare o riposare.
E’ stato bello stare con voi, quest’anno. E sarà bello stare con voi anche il prossimo.
Buon anno a tutti. Che la Compagnia sia con voi, che la Compagnia siate voi.