C’è una foto che vale la pena di essere raccontata, una giornata che vale la pena di essere vissuta, una croce che vale la pena di essere raggiunta.

C’è una mattina che inizia in ritardo, un freddo che non se ne vuole andare, un sole che scalda mani piedi e cuore con poca convinzione, c’è ancora quel freddo che non se ne vuole andare neanche quando si inizia a camminare.

C’è un tratto in salita che scalda le gambe, c’è quella nuvoletta di fiato che esce dalla bocca e condensa veloce in una mattina che inizia in ritardo ma che inizia, finalmente.

C’è un gruppo di persone che diventeranno amici, c’è un gruppo di amici che diventerà una cosa sola nello sforzo comune di arrivare lassù, a quella croce che vale la pena di essere raggiunta.

C’è ad un certo punto una nuvola che si accomoda sorniona sulla cima che vogliamo raggiungere, nasconde tutto e non si vede più niente dell’altezza verso cui andiamo, c’è che siamo dentro la nuvola e il mondo pare rischiararsi, non è più aria che respiriamo ma nuvole e c’è quella croce che gioca a nascondino con la nuvola stessa.

C’è un momento di indecisione se andare avanti oppure no, se vale davvero la pena fare questo sforzo per non vedere niente, ma c’è anche la fiducia in un pensiero semplice quanto enorme: per quante nuvole ci siano in cielo, il sole torna sempre.

C’è che a quella croce ci arriviamo tutti e c’è il sole che rafforza il pensiero e commuove nell’esatto momento in cui sbuca tra le nuvole, dapprima timido, poi deciso, poi fiero di essere IL sole.

Chissà se i quadri si mettono d’accordo con i chiodi nell’esatto momento in cui decidono di cadere e lasciarsi andare giù, chissà se il sole si mette d’accordo con le nuvole sull’esatto momento in cui queste gli fanno spazio per apparire e scaldare il mondo.

Chissà se quel gruppo di persone che diventeranno amici hanno avuto un momento di stupore nell’esatto momento in cui il sole è arrivato, lì sulla cima, a splendere su una croce che pare fatta d’argento da quanto brilla. Chissà se quel gruppo di persone che, passo dopo passo, amici lo sono diventati, hanno avuto un momento solo, veloce, fugace, di ringraziamento per quel sole che, in quell’esatto momento, ha deciso di sbucare tra le nuvole.

C’è che a me una lacrima è scesa a guardare il sole e tutto il mondo intorno che in quell’esatto momento si è mostrato e mi ha fatto sentire piccolo, ma così piccolo, che ancora oggi non riesco a non pensare a quel sole e a quelle nuvole che, delicatamente, si sono fatte da parte per dimostrare che si, è vero: per quante nuvole ci siano in cielo, il sole torna sempre.


Le foto più belle della giornata


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