Cambio di passo. Quante volte l’avremo pensato e quante volte lo avremo sentito dire. Chi ha voglia di passeggiare cammini, chi ha voglia di correre rallenti: è quello che raccomandiamo a tutti ad ogni uscita.
Cambio di passo. A volte per stare dietro agli altri, altre per aspettare.
La vita ha una strada diversa per ognuno di noi ma ogni strada – immancabilmente – finisce per essere fatta di centimetri che diventano metri che diventano chilometri da percorrere. Ognuno con il suo passo, certo. Ma ci sono volte in cui bisogna dare di più ed altre in cui bisogna frenarsi, capire che il cambiamento è dietro l’angolo ad aspettare, bisogna avere la capacità di non spaventarsi quando si palesa dal nulla, magari al buio, a fare “buh!”.
Cambio di passo. Dopo una corsa ci sta il defaticamento, camminata veloce prima, passeggiata dopo, stretching alla fine. E viceversa, vale anche il contrario. Aspettare ed aspettarsi, rincorrere e rincorrersi in una giornata che è una vita, in una Compagnia che diventa Famiglia, in un sentiero che diventa casa. Per qualche ora, per qualche giorno, per mesi interi.
Cambio di passo è quello che ci vuole quando ad un certo punto ti giri e vedi che, dietro di te, c’è solo un pugno stretto e ristretto di amici che, lingua di fuori e sudore in fronte, chiedono con gli occhi un cambio di passo. Non bisogna aver paura a cambiare passo. Non è per fermarsi definitivamente, non è per correre allo sfinimento. E’ modificare uno status quo che non è proprio quo ma è più qua, un hic et nunc che qualche secondo dopo può diventare altro, e altro diventerà, se è vero che “non si può discendere due volte nel medesimo fiume” e, in definitiva, panta rhei. Tutto scorre. Il tempo, la materia, i pensieri, la voglia di andare o il bisogno di rallentare.
Prenderne atto, accettare il rallentamento, una coda improvvisa in autostrada che non sai mai cosa c’è davanti ma la coda c’è e va accettata. Tanto la meta da lì non si sposta, tanto è lì che stiamo andando ed è lì che arriveremo. Ognuno con il suo tempo e con il suo modo. Ma alla fine, se lo vogliamo, ci arriveremo.
Quella cima così lontana, quel canale così freddo, quella salita così ripida, quelle rocce così scivolose e quel ghiaccio così ghiacciato. Tutti ostacoli che sembrano tali finché non li vediamo dietro di noi, dopo averli passati e superati e con un sorriso, stanco, certo, ma pur sempre sorriso, guardare la cima e vederla, ancora una volta, dopo l’ennesimo passo, un po’ più vicina.










