Come cercare la felicità tra le pieghe del cuore, tra le dita delle mani e dei piedi sudati di un sudore buono, quello che ti fa sentire vivo, quello che hai collezionato passo dopo passo su quella maledetta schiena di un monte che sembra non finire mai ma che arrivi in cima, ti guardi indietro, per l’ennesima volta in verità, e ti dai una pacca sulle spalle per congratularti, ancora, di avercela fatta.
Come cercare la felicità in un brindisi con gli amici, stanchi e sudati anche loro, su un sentiero già fatto altre volte ma questa volta con spirito diverso, con un anno in più dentro, con qualche ruga e qualche ferita in più ma anche qualche sorriso inaspettato, un lampo di luce tra le nuvole che vanno e vengono veloci come una tirata in salita di quando stai bene e senti che gambe e cuore e polmoni lavorano bene, insieme, verso un unico obiettivo. Lasciarsi alle spalle il passato, terminare questa fuga a gambe levate da qualcosa che non c’è più, ricordi da riporre in un cassetto, liberare mente e cuore per andare incontro ad una vita nuova.
Come cercare la felicità negli sguardi e nei gesti di chi ti ha accompagnato per tutti questi mesi, dodici per l’esattezza, una scommessa lanciata per gioco e per scherzo, chi arriva ultimo basta che arriva, chi arriva prima aspetta gi altri. Il sole è lì, per tutti, a scaldare ed asciugare, a farti sentire bene, l’erba sotto i piedi scalzi dopo ore di scarponi, una birra fredda a rinfrescare una bocca che ha parlato e sorriso e respirato ed inspira, espira, inspira, espira, un mantice che soffia a tutto andare per cercare aria e mettersi alle spalle questa stanchezza che ci portiamo dentro da troppo tempo.
Come cercare la felicità in una candelina su una torta ai frutti di bosco, una soltanto dal sapore di vittoria, una foto ricordo, anzi due, facciamo tre che di ricordi è meglio insacchettarne più d’uno, un giorno lo racconteremo a figli, nipoti o forse a nessuno, ce lo racconteremo noi di quanto siamo stati bravi e forti ad arrivare qui su, sotto le stelle di un cielo che è di tutti e a tutti si concede, amante silenzioso, il fresco della sera, le ombre lunghe, la stanchezza della salita, un ultimo bicchiere e andiamo a letto, si, che un po’ di riposo ce lo meritiamo tutti.
Come cercare la felicità nell’attesa di quel giorno che sapevamo sarebbe arrivato e puntualmente eccolo qui. Tempo gran signore che tutto mette in ordine, un anno intero a costruire questo castello non di sabbia, ma di solida roccia e terra dei milioni di passi che insieme abbiamo camminato insieme, questo castello fatto di tutti i sogni di ognuno di noi che, a fatica, abbiamo portato qui su, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, curva dopo curva, una tirata lunga un anno a cercare sorrisi e abbracci e spettacoli della natura che solo vivendoli e guardandoli in faccia smetti di averne paura e torni a respirare.
Come cercare la felicità nel tentativo di raccontarvela, qualcuno potrà dire “io c’ero”, qualcuno penserà “io avrei voluto esserci”, qualcuno si è fermato nell’indecisione di fare quel primo passo così difficile, eppure, eppure…
Come cercare la felicità, io non lo so, in verità. Ma so che in ogni foto che abbiamo scattato, tutti insieme, ci sono sorrisi così genuini e spontanei che si, mi viene da pensare che in fondo qualcosa di buono l’abbiamo davvero fatto, in questo anno di cammino.
Buon compleanno alla Compagnia. Buon compleanno a noi.
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