Parto da te e dalle tue lacrime di gioia per parole inaspettate, quelle che ti hanno fatto capire e sentire, improvvisamente, inaspettatamente, un’altra. Parole dette da un quasi perfetto sconosciuto che sconosciuto lo era solo fino a poco tempo fa, prima che i tuoi piedi iniziassero a sondare terra e declivi e dislivelli non proprio di casa tua, distante così tanto da essa così come da te stessa. Basta una parola a volte per creare una crepa nel muro, una frattura nella diga e dopo è tutto un mulinare di acque e cose che vengono giù, pensieri e pezzi di vita che cadono trasportati dalla corrente di un’emozione che non ti aspetti ma che accogli a braccia aperte cercando di far tutto tranne che resistere. Lasciati andare, è il momento giusto per farlo.
Parto da te, dalla tua caparbietà nel finire quello che è iniziato, nel non volersi arrendere anche se la via di fuga è lì dietro l’angolo, la soluzione facile ad un problema inaspettato, il corpo che chiede aiuto, le gambe che vanno avanti per inerzia e la mente già a casa, una doccia e una tisana calda, un divano morbido su cui appoggiare pensieri e ricordi di una manciata di ore che forse sono state anche troppo poche per ricordare a se stessi che la vita è lì fuori.
Parto da te, dalle tue mani aggrappate ad una roccia o una catena, ad una cresta così sottile come la differenza tra il voler farcela e voler abbandonare quel cammino che non sembrava poi così duro visto da lontano, nel suo insieme, ma che scomposto in passi si mostra in tutta la sua difficile bellezza. Passi che non sai dove appoggiare, un sentiero da inventare al momento, ci vuole fiuto per capire che da lì non si passa, ci vuole arguzia nello sfruttare quell’appiglio improvvisato che la natura ti offre e che il tuo istinto ti porta ad afferrare.
Parto da te e dalla tua voglia di vivere, di lasciarti andare, da quelle risate bagnate di vino che diventano scrosci di felicità per essere qui ed ora, in un posto che non cambieresti con niente al mondo tanto ci stai bene e ci vorresti stare per una vita ancora. Gli altri non capiscono ma quello che hai nel cuore lo sai solo tu finché non lo parli, non gli dai un senso e quel senso non provi a spiegarlo. Diventa un gioco di complicità il cercare di indovinare i pensieri, felice chi ci riesce, tutti gli altri a bagnarsi sotto quella pioggia di gioia.
Parto da te che sei orecchie che ascoltano tanto e labbra che parlano poco, cose dette a mezz’aria con la bocca piena e un bicchiere di vino in mano, il tuo sguardo dice tutto del momento che va fissato al muro come un quadro dipinto a colpi di emozione e cielo blu e sagome in lontananza che sono quelle montagne a cui punti ogni volta, alla ricerca di qualcosa che solo tu sai cos’è e soprattutto se andare a cercarlo.
Parto da quel puntino rosso di mattoni e cielo che è rifugio e meta e punto di passaggio, che si staglia così lontano in contrasto con la roccia viva del canale, un puntino fermo adagiato placidamente su quel gran turbamento da cui tutto questo è nato, un’esplosione di forza che ha dato la vita alle montagne e a questa gran voglia di vivere la vita e con-viverla e dividerla con chi, probabilmente, ha la stessa cosa nella testa e nel cuore. Due passi insieme sono quattro passi e la strada si fa più leggera da portare sulle spalle e nelle gambe.
Parto da quel quadro che aspetta la pennellata finale, l’ultimo tocco di una setola che è carezza di vento sull’erba, l’ultimo tocco che non arriva perché quel quadro non è ancora pronto per essere appeso al muro, significherebbe aver trovato finalmente un senso a tutto questo ma non siamo poi mica così sicuri che un senso ci sia, in tutto questo. Meglio vivere la vita un passo dopo l’altro, una traccia abbozzata in testa e il resto è improvvisazione e lasciarsi andare.
Parto dal voler partire ogni volta per un viaggio nuovo, dalla voglia di esplorare anche quel mondo che è dentro ognuno di noi e che non ha sentieri tracciati ma è tutto un ravanare tra cose e persone e sensazioni e sentimenti e cielo azzurro che doveva essere grigio ma tant’è, così è la vita. Lo stupore negli occhi e la voglia di andare. Non serve molto, per sentirsi vivi…
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