“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune.”

E’ poesia questa, di quel tipo di poesia che ne leggi poca in giro, che va ricercata in epoche lontane, quando i monti come il Resegone erano solo uno sfondo ad una vita che poteva esser bella o brutta a seconda di come girava la fortuna.

Non è certo il Manzoni il primo a citare il Resegone ma è sicuramente colui che l’ha messo sotto l’occhio di bue di quel teatro che è la storia. Quel Resegone così caro a lecchesi e milanesi, quella montagna così stramba a forma, appunto, di lama di una grande sega, se proprio vogliamo tradurre dal lombardo Resegun. Un profilo inconfondibile, un richiamo fortissimo a cui non potevamo sottrarci noi della Compagnia.

Raggiungeremo il Rifugio Azzoni posto proprio 15 metri sotto la cima, in origine una baita per i cacciatori e caprai, poi diventato rifugio, successivamente distrutto dalle truppe nazifasciste durante la Seconda Guerra Mondiale, per impedire che venisse utilizzato come ricovero partigiano (è storia viva, questa!)

E’ lì che dirigeremo i nostri passi, i nostri occhi, la nostra mente e la nostra voglia di passare una giornata in Compagnia. Ci vorranno gambe e fiato, fame di cammino e di cibo buono, sete di conoscenza e di buon vino ma, in vetta, ciò che riceveremo in dono sarà la Bellezza: dai suoi 1.875 metri di altezza potremo ammirare panorami mozzafiato finché i nostri occhi ne avranno voglia.

Partiremo dal parcheggio della funivia per i Piani d’Erna e da lì imboccheremo e seguiremo il Sentiero 1 fino a raggiungere il rifugio Azzoni. Scenderemo dal versante opposto seguendo il sentiero n.17 in direzione Morterone, per arrivare al punto in cui questo sentiero incrocia il sentiero n.7. Proseguiamo sul n.7 fino al Passo del Giuff, da qui sempre su n.7 comodamente fino ai Piani d’Erna. Qui scenderemo fino al parcheggio della funivia.

Il trekking non presenta difficoltà tecniche particolari ma in alcuni tratti decisamente esposti bisogna prestare maggiore attenzione. Ci sono anche una decina di metri di sentiero attrezzato con corda. Non ci sono grandi difficoltà ma è utile tenersi in caso di rocce scivolose.

Dislivello:
1.300 mt.

Sviluppo:
14 km

Difficoltà:
Escursionisti Esperti (EE)

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Data

17 DICEMBRE 2023

Costo

GRATUITO

Dislivello

1.300 METRI

Durata

1 GIORNO

Informazioni tecnico/logistiche:

  • Lunghezza dell’anello: 14 km circa
  • Dislivello 1.300 mt. circa
  • Difficoltà escursione: EE (Escursionista Esperto)
  • Pranzo al Rifugio Azzoni
  • Per chi vuole e può fermarsi, aperitivo/merenda a fine trekking
  • Obbligatori abbigliamento, calzature e attrezzatura da trekking, lampada frontale e RAMPONCINI
  • Appuntamento ore 08.30 al parcheggio della funivia dei Piani d’Erna
  • Chi non ha un proprio mezzo di trasporto si organizzi con chi può offrire un passaggio
  • Numero max di partecipanti: 20
  • Cani non ammessi all’interno del rifugio

Per aderire vi basterà entrare nel gruppo WhatsApp dedicato all’evento: https://chat.whatsapp.com/LMoUN2YK1lwJUy5l4gg4xZ

Se avete dubbi o domande, potete contattarci direttamente su WhatsApp.

Ricordiamo a tutti che nessuno di noi è una guida, siamo solo un gruppo di amici che volta per volta decidono in autonomia di condividere il cammino. Ognuno è responsabile per sé stesso e per la propria condizione fisica.

Informazioni generali


  • Dove saremo

    Prealpi Orobie

  • Luogo di ritrovo

    Parcheggio della funivia dei Piani d'Erna (LC)

  • Incontro alle

    08.30

  • Altitudine di partenza

    596 mt. slm

  • Parcheggio al ritrovo

    A pagamento

  • Rifugi lungo il percorso

    Si


Ecco cosa vedremo...


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Salvataggio...