Per ogni traccia che abbiamo seguito, per ogni impronta che abbiamo lasciato, per ogni fiore calpestato ed ogni sasso che abbiamo spostato, per ogni nuvola che abbiamo soffiato via dal sole con il pensiero, per ogni volta che il sole ha bucato le nuvole con la forza di un momento, per ogni sentiero iniziato senza sapere dove portava, per ogni direzione che abbiamo scelto ad un bivio, per ogni immacolato pendio innevato che abbiamo bucato con i nostri passi e abbiamo sporcato con le nostre scarpe, per ogni volta che abbiamo respirato forte su ogni salita che abbiamo incontrato, per ogni volta che abbiamo frenato su una discesa che spinge giù forte, per ogni volta che siamo tornati a casa senza voler tornare a casa, per ogni momento che abbiamo allungato cercando di restarci, per ogni albero o fiore o stelo d’erba che abbiamo accarezzato e a cui ci siamo abbarbicati come ad un bel ricordo, per ogni cresta affacciata sul vuoto che ha cercato di farci lo sgambetto, per ogni goccia di sudore scivolata via da mani e faccia per ogni passo affaticato che abbiamo spinto un po’ più in là.
Camminiamo per raccontare e raccontiamo di camminate per avere qualcosa di buono a cui pensare ed aggrapparci per andar via da qui ed andare lì dove non sappiamo, in realtà, dove.
Per ogni posto che abbiamo visitato e per ogni soffio d’aria che abbiamo inspirato, per ogni uccello che abbiamo visto volare e che abbiamo invidiato, per ogni vetta che abbiamo conquistato e per ogni croce che abbiamo accarezzato, per ogni foto che abbiamo scattato per avere un ricordo, per ogni ricordo che abbiamo appeso al muro della nostra casa, per ogni fuoco che abbiamo fissato e per ogni scintilla che è scoccata, per ogni ciocco che è bruciato per dare calore e ristoro, per ogni boccone che abbiamo mangiato ed ogni sorso che abbiamo bevuto, per ogni fiocco di neve che abbiamo sciolto con il nostro calore, per ogni raggio di sole che abbiamo ringraziato per l’aiuto ricevuto, per tutto l’amore di questo mondo e per questo mondo che ci portiamo dentro e portiamo fuori.
Camminiamo per stancarci e ci stanchiamo per camminare, prendiamo la vita a passi lunghi e affaticati ma andiamo avanti sorretti da bastoni a volte troppo pesanti e a volte troppo fragili ma senza mai fermarci perché dove fermarci, in realtà, non lo sappiamo ancora.
Per ogni abbandono che abbiamo osservato, per ogni pista da sci diventata sentiero, per ogni posto che abbiamo immaginato vivo per poi scoprirlo vuoto, per ogni vuoto che abbiamo riempito di noi, per ogni io che abbiamo fatto diventare Noi, per ogni volta che ci siamo guardati da dietro e per ogni volta che ci siamo trovati ultimi, per ogni volta che da primi non avevamo nessuno da guardare ma solo una traccia da seguire, per ogni cumulo di neve che ci ha fatto sprofondare e per tutte le volte che da quel cumulo di neve ci siamo rialzati, per ogni goccia di quel lago che vortica lentamente sotto una coperta di ghiaccio e neve, per ogni lago che abbiamo tirato ad indovinare, per ogni idea abbandonata o solo rimandata, per ogni volta che non eravamo pronti ma pronti ci siamo scoperti, per ogni volta che abbiamo provato e per ogni volta che siamo riusciti, per ogni vetta che abbiamo trasognato e per ogni passo che abbiamo scavallato.
Camminiamo per andare oltre e oltre ci arriviamo per scoprire che oltre, in realtà, è solo un po’ più in là e la finitezza del mondo risulta poi così infinita che verrebbe voglia di mollare.
Ma per ogni cosa appena raccontata ed elencata non molliamo e andiamo avanti, perché si scioglierà la neve, si distenderà il cammino, spianerà il sentiero, arriverà la vetta e la sua croce, berremo ancora un’altra birra e mangeremo ancora un panino al sole a guardare questo mondo che, da quassù, sembra così piccolo che quasi fa paura. O forse siamo noi troppo grandi e tra l’uovo e la gallina, tra il contenuto e il contenitore, tra una favola ed un racconto, tra un sogno ed un’ambizione chissà poi, in realtà, che differenza c’è.
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