Dal Baciamorti al Cornizzolo, a volo d’uccello, saranno una cinquantina di km. Una roba da volare in meno di mezz’ora, con vento a favore e grandi ali spiegate. A chi non le capisce.

Un vento che soffia forte in cima, che accumula neve su una cresta che la ricordavo ben più larga ed agevole, da passeggiare guardandosi attorno lo spettacolo spettacolare dell’enormità della natura e noi a sentirci così piccoli ed indifesi, lassù a 2.000 metri, che quasi fa paura.

Vento che soffia e sposta neve e pensieri, passi e paure, un passo più in là rispetto al precedente, neve che si accumula intorno e il suono del vento che entra nelle orecchie e urla forte parole che non sai.

C’è la Madonna sul Baciamorti, che a volte scende dal suo piedistallo ferrei per mettere i piedi sulla terra, sembra proprio scendere tra noi, portarsi al nostro livello, non più elevata dal e del pensiero di “ chi me l’ha fatto fare, oggi, di salire qui su”. Il fatto è che giù, a valle, quel vento non c’era, e sembrava tutto così sereno, dal cielo agli alberi, dal sentiero invero un po’ fangoso alle nuvole che, oggi, non c’erano mica.

E allora Madonna dammela, questa forza di affrontare questa cresta con ai piedi i ramponcini e in testa la voglia di andare di là e chiudere questo anello, dall’alto, senza tornare a valle che da lì, poi, risalire è un problema.

Il gruppo. Pochi o tanti che siamo, diventiamo stormo dal Baciamorti al Cornizzolo e poi giù verso il Prim’Alpe, promessa di fuoco a combattere il vento, fuoco che arde e non si spegne al vento, vento che soffia forte in cima e cala nella valle a rispettare le fiamme che s(d)aranno calore e cottura a cibo portato in spalla per una mezza giornata che ne vale una intera.

Quel vermentino al posto della borraccia, quel vino che scioglie anima e lingua, due costine e un etto di salsiccia, è un etto e mezzo, che faccio lascio? Lascia pure, che mezzo etto in più che vuoi che faccia se hai portato sulle spalle 10 kg per mezza giornata intera.

Dal Baciamorti al Cornizzolo in mezzo c’è tanta roba: c’è una settimana intera ad aspettare un weekend, c’è che gli amici aspettano di rivedersi e amici aspettano di conoscersi, c’è un bosco da attraversare e un crinale da ridiscendere ma prima c’è una direttissima da risalire, una china che metaforica non lo è per niente e una tranquilla domenica da grigliare che fa sudare ogni goccia del vino che berremo.

L’erba del prato è verde e neanche bagnata di rugiada, di acqua nelle scarpe ne abbiamo messa fin troppo il giorno prima, ché la neve altro non è che acqua sotto diversa forma che pare non bagnare ma alla fine, lo sai, a casa arrivi zuppo lo stesso.

Dal Baciamorti al Cornizzolo, bagnato di neve, c’è solo una cosa da fare: una scrollata alle ali, le gocce d’acqua volano via, i pensieri abbandonati sul cammino, il freddo passa, le piume si asciugano e il fuoco scalda il cuore all’imbrunire di un weekend che si, alla fine, grazie a Te che sei scesa dal piedistallo per mettere i piedi sulla neve, con noi.


Le foto più belle della giornata


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