L’illusione che diventa realtà. Un’occasione sprecata.
Una corda che non serve afferrare.
Una croce che sbacchetta al vento e tra le nuvole.
Naso all’insù a cercarti. E non trovarti. Pazienza. Ti cercheremo ancora.
Un cuore che pompa forte.
La consapevolezza di esserci quasi. Un’altra nuvola che la copre.
Una scommessa persa, uno stupore ritrovato, una forza che esplode.
Un passo e un altro ancora, un insieme di passi che fanno un cammino.
Gocce di pioggia che ghiacciano e si fanno neve di polistirolo.
Risacca di nuvole che scendono e salgono.
Mani fredde, i primi guanti della stagione che arriva.
Una sella su un cavallo che dorme da mille anni.
Una fontana che gocciola lenta e svogliata.
Il tempismo perfetto dell’appuntamento con i padroni di casa e custodi del monte.
Una stufa accesa. Un bicchiere di vino. Un piatto caldo.
Il marrone dell’autunno, il grigio dell’inverno, il bianco dello scroscio del torrente.
Non siamo fiume, siamo rive. E ci facciamo accarezzare.
Le foglie per terra, le rocce bagnate, i fili d’erba intirizziti dal freddo.
Un sorriso che vale una vita, un abbraccio che vale una salita.
Un albero, solitaria vedetta ad annunciare la sera ai compari laggiù.
Un desiderio che spinge veloce come cento calci in culo.
Qualcosa che manca per certo, qualcosa che si trova per caso.
Una scusa per andare. Un perdono per tornare.
Una lucciola che sono venti, nella notte che scende veloce.
La nebbiolina che diventa pioggia.
Silenzio. Scalpiccio di piedi nel fango. Respiro che si fa visibile. Ombre cinesi nel buio del sentiero.
Il tempismo perfetto – ancora - di arrivare a casa quasi asciutti.
Una notte che dura un viaggio. Un viaggio che inizia la notte prima.
Una musica che esplode tra quattro pareti mobili.
Una voce che canta ma sono mille voci che sussurrano.
Un racconto che va bene per la buonanotte.
Mancava qualcosa. Non mancava niente. Spostati, guarda questa cosa da un altro angolo.
Spigoli da smussare. Abitudini da cambiare. Vita da vivere così come viene e come si è.
Qualcosa da capire. Qualcosa da lasciare andare. Qualcosa da afferrare al volo.
Casa.
E’ bello tornare, ogni tanto.
Ogni volta con amici diversi.
Monte Barone.
Piccolo, sconosciuto duemila.
Tu m’hai preso il cuore.
Che musica metti sotto questi pensieri, maestro?
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