Sai che c’è? Che te la racconto io una bella storia.

Quella della Compagnia, nata per caso o forse no, nata per amore di un luogo, una montagna che mai prima avevo conosciuto così.

Amante, amica, moglie, figlia, madre.

Una Montagna che genera Compagnia, la Compagnia che suscita amicizia, l’amicizia da cui può nascere tutto e niente.

E quel tutto e niente non si può comprare. Non c’è un biglietto da pagare per entrare, non c’è un bonifico da fare per averlo.

Bisogna solo volerlo e meritarselo.

Con il sudore, la fatica, certo.

Con il dislivello, con le catene, a volte, certo anche questo.

Con il panino al freddo di una cima d’inverno o una borraccia vuota al sole di agosto.

Con una parola e un ascolto in più, con una storia raccontata o un po’ di merda ingoiata insieme, un pezzetto alla volta, finché la torta non finisce. E non l’hai mangiata da solo.

Con la voglia di stare al gioco, di giocare tutti la stessa partita, con le stesse carte in mano, con lo stesso spirito.

La Compagnia bisogna meritarsela perché è di tutti e di nessuno. Di chi ha voglia di prenderla e di chi è capace di trattenerla.

Bisogna meritarsela perché non si vede ma dietro c’è tanto lavoro che non va buttato al vento né dato in pasto al primo alito che soffia dalla cima.

Perché quello che leggete non è copiaincollato da nessuna parte, è vivo, è sentito, è vissuto, è tatuato sulla pelle come un nome, un’idea, un simbolo. O anche solo come uno scarabocchio che al momento non sai decifrare.

Bisogna meritarsela, come una cima, come una croce, come una foto bella sullo sfondo di un panorama bello.

Siate voi stessi o magari, quando siete con noi, un po’ migliori di quello che siete. Siate Compagnia.

Salvataggio...